Il ritratto inatteso: un padre, una cravatta e un segreto poetico

Una fotografia, un gesto, un'eredità di parole. Tamasin Day-Lewis, figlia del celebre poeta, ci regala uno sguardo intimo e sorprendente sul padre, un uomo dalle mille sfaccettature che si celano dietro un'immagine iconica scattata da Irving Penn per Vogue nel 1951.

Un viaggio nel tempo: l'infanzia irlandese e l'ombra della perdita

La fotografia di Penn, con il suo padre impeccabile in cravatta a farfalla, è molto più di un semplice ritratto. È una finestra spalancata su un passato lontano, un'Irlanda d'inizio Novecento dove, a soli quattro anni, la perdita della madre segnò indelebilmente la vita del futuro poeta. Un evento traumatico che lo portò a lasciare l'isola con il padre e la zia Knos, una figura materna straordinaria che assunse il ruolo di educatrice e custode della sua anima. La zia, con la sua eccentricità e il suo amore incondizionato, è il filo rosso che lega la storia familiare, un legame mantenuto vivo anche attraverso un generoso sostegno economico.

Un aneddoto affascinante emerge dalle memorie di Tamasin: la giovane zia, leggendo una rivista a bordo di un autobus a Dublino, attira l'attenzione del piccolo poeta con una ripetizione ritmica di una pubblicità che recitava: “How to develop a beautiful bust”. Un segno forse inatteso, ma eloquente, della vena poetica che già scorreva nelle sue vene.

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L'eleganza discreta e il mistero dello sguardo

Il ritratto di Penn cattura la quintessenza di un uomo elegante e raffinato. La cravatta a farfalla, un dettaglio che su altri uomini potrebbe sembrare un'affectation, su di lui diventa un segno distintivo di stile e ironia. Tamasin descrive la sua capacità di comprendere i confini dell'eleganza, fermandosi prima che questa sconfini nella teatralità. La scelta di Turnbull & Asser per le sue camicie, un marchio che il padre ironicamente battezzava “Turnbull and Arsehole”, rivela un senso dell'umorismo sottile e un’attitudine disinvolta verso il lusso.

Ma è lo sguardo a rapire l'attenzione. Distante, pensieroso, rivolto verso l'orizzonte, sembra celare un mondo interiore inesplorato. Uno sguardo che riflette la profonda solitudine di un poeta, costantemente immerso nelle proprie riflessioni, alla ricerca della parola giusta, della melodia perfetta.

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Un'eredità di parole e un rimpianto silenzioso

La vita di Tamasin è stata segnata dalla precoce scomparsa del padre, un evento che ha lasciato un vuoto incolmabile. Un rimpianto silenzioso, il desiderio di aver scavato più a fondo nella sua memoria, di aver compreso meglio l'uomo dietro il poeta. Ma è proprio attraverso la fotografia e le sue poesie, in particolare il toccante componimento “Children Leaving Home”, che Tamasin riesce a ritrovare un contatto con il padre, a sentire la sua voce, a percepire la sua influenza.

Un pensiero finale e commovente: “Forse, se avessi vissuto più a lungo, la tua influenza sarebbe stata sufficiente a deviare e a dissuadermi dalle turbolenze della mia adolescenza e dei miei vent'anni?”. Una domanda che risuona nel tempo, un tributo all'uomo che ha segnato per sempre la sua vita.