Dutton ranch: quando la perdita di un bestiame diventa tragedia
Non è facile trovare serie TV che sappiano sorprendere davvero, che scelgano di raccontare storie lontane dai soliti cliché del genere crime. Eppure, TaylorSheridan, con il suo universo narrativo, continua a infrangere le regole, offrendo uno sguardo inedito sul West moderno. E l'episodio 4 di Dutton Ranch ne è la prova lampante.

Un dramma rurale che tocca il cuore
Dimenticate le indagini complesse e i colpi di scena a raffica. In “Start with a Bullet”, la trama si concentra su un problema concreto, devastante: una mandria di bovini decimata da una malattia. Un evento che, a dirla tutta, non si vede spesso in televisione. La reazione di Rip (Cole Hauser) e Beth (Kelly Reilly) di fronte a questa perdita è palpabile, intensa, e ci costringe a confrontarci con una realtà spesso ignorata: la fragilità del mondo agricolo e il peso delle responsabilità che gravano sulle spalle dei rancher.
La scena in cui Rip è costretto a sacrificare l'intero bestiame, compreso il vitello salvato dall'incendio all'inizio della stagione, è struggente. Non si tratta di una semplice morte di animali, ma di un vero e proprio lutto, trattato dalla serie con una dignità e un rispetto che raramente si vedono. Sheridan non edulcora la tragedia, ma la mostra nella sua crudezza, sottolineando come questa perdita possa segnare profondamente l'esistenza di un uomo.
Ma c'è di più. La serie, pur non rinunciando a elementi tipici del dramma televisivo – violenza, romanticismo, intrighi – riesce a raccontare storie che vanno al di là dei soliti schemi. La vicenda del rancher costretto a distruggere il suo patrimonio per fermare la diffusione di una malattia è un esempio lampante di questa capacità di sorprendere e di affrontare temi complessi con una sensibilità rara.
Parallelamente, la sottotrama che vede Carter (Finn Little) apprendere i rudimenti del cowboyaggio da Raymond McKinnon, un guest star che omaggia i fan di Deadwood, risulta meno coinvolgente. Il tentativo di inserire una storia d'amore adolescenziale tra Carter e Oreana (Natalie Alyn Lind) appare forzato e poco credibile, un'aggiunta superflua che distrae dall'essenza della narrazione principale.
Un momento di rara intensità è il breve scambio tra Everett (Ed Harris) e Beulah Jackson (Annette Bening). Un dialogo intriso di rimpianti e di ricordi condivisi, che rivela un passato doloroso e un legame profondo, spezzato dalla perdita di un figlio. La scena, pur troppo breve, lascia presagire sviluppi interessanti per il futuro della serie. La confessione di Everett, con riferimento a un'altalena che non riesce a far smantellare, è un potente simbolo del suo tormento interiore, della sua incapacità di lasciarsi andare al passato.
La serie, con la sua capacità di affrontare temi universali come la perdita, il rimpianto e la resilienza, si conferma un prodotto di altissima qualità, capace di conquistare il pubblico con la sua originalità e la sua profondità. Resta da vedere come Rip e Beth troveranno una soluzione alla crisi del ranch, ma una cosa è certa: Dutton Ranch continua a stupirci, a emozionarci e a farci riflettere.
