Eredità di lusso: perché non riesco a smettere di guardare le nuove 'regine' di bravo

Confesso: sono ancora affascinata dal circolo vizioso delle eredità, dei privilegi e delle piccole tragedie che Bravo continua a offrirci. Nonostante abbia lasciato da tempo la bolla newyorkese, mi ritrovo a divorare ogni episodio di 'Next Gen NYC', come se fosse una droga innocua.

Il trauma delle scuole private e la fuga verso l'ohio

Cresciuta tra le mura protette dell'Upper West Side, tra scuole private e un'ossessione per il college che rasentava la follia, ho sempre sentito un profondo disagio in quell'ambiente. La promessa di una vita più autentica, lontana dai drammi di New York, mi ha spinta verso l'Ohio e un piccolo college dove, finalmente, mi sono sentita a casa. Eppure, la nostalgia per quella bolla di privilegio, per quelle dinamiche complesse e spesso tossiche, è rimasta ben radicata.

Da

Da 'nyc prep' a 'next gen nyc': un loop ossessivo

Guardare 'Next Gen NYC' evoca ricordi di 'NYC Prep', la serie che ha scandito la mia adolescenza. Ricordo ancora lo shock di vedere le vite di quei ragazzi ricchi e famosi srotolarsi davanti agli occhi, l'amara consapevolezza di aver inseguito un modello di successo che, a distanza di anni, appare così vuoto e superficiale. Taylor, Camille e i loro compagni di scuola sembravano incarnare l'unica via possibile per una vita newyorkese di successo: ricchezza, popolarità e, inevitabilmente, scandali.

La strana catarsi di osservare gli eredi contemporanei

La strana catarsi di osservare gli eredi contemporanei

Oggi, a quasi vent'anni di distanza, posso guardare a quel periodo con un certo distacco. Vedo l'assurdità di quella ricerca spasmodica di approvazione, la vacuità di un sistema basato sull'apparenza. Ma la verità è che sono ancora qui, a seguire le vicende di Emira D’Spain, Ava Dash, Brooks Marks e Gia Giudice, figli e figlie di icone televisive e magnati del business. È una specie di catarsi, osservare le loro gaffe, le loro lotte per l'attenzione, le loro relazioni complicate. Forse perché, in fondo, riconosco in loro un'eco dei miei stessi tormenti adolescenziali.

Il mistero di charlie zakkour e la dipendenza da bravo

Certo, questi non sono i ragazzi con cui ho frequentato le superiori. Molti di loro non sono nemmeno newyorkesi di nascita, e molti hanno iniziato a guadagnare soldi fin da bambini. Ma la sostanza è la stessa: un ambiente privilegiato, un'ossessione per l'immagine, una competizione spietata. E poi c'è il mistero di Charlie Zakkour e la sua presunta coinvolgimento in una sorta di “casa di torture” crypto a SoHo – un dettaglio che, per quanto assurdo, contribuisce a rendere la serie irresistibile.

Non so cosa stiano facendo oggi i ragazzi di 'NYC Prep', e francamente non mi interessa saperlo. Hanno già avuto la loro dose di esposizione mediatica. Ma ammetto, con un pizzico di vergogna, che non riesco a resistere al richiamo delle vite patinate di 'Next Gen NYC'. Forse, solo quando Bravo deciderà di raccontare la storia di un gruppo di ragazzi che hanno costruito il loro successo con il sudore della fronte, riuscirò a spegnere la televisione una volta per tutte. Ma oggi, non è questo il caso.