Euphoria: il finale scioccante che non ti aspetti (e le serpenti!)
La settima puntata di Euphoria ha lasciato il pubblico a bocca aperta, catapultandolo in un incubo viscerale che ha superato ogni aspettativa. Sam Levinson, il controverso creatore della serie, ha alzato l'asticella del disagio, offrendo uno spettacolo tanto disturbante quanto irresistibile. Ma cosa è successo esattamente a Nate Jacobs, e perché questa escalation di orrore?
La vendetta che nessuno voleva davvero
Per stagioni, i fan hanno invocato la giustizia per Nate, il personaggio tormentato e abusivo interpretato da Jacob Elordi. La sua arroganza, il suo controllo e la sua tossicità hanno generato un'ondata di disapprovazione. Ma quando la sua fine è arrivata, sotto forma di una sepoltura prematura e un incontro ravvicinato con un serpente a sonagli, molti spettatori si sono ritrovati a riflettere: era davvero questo che volevamo?
Levinson, in un'intervista esclusiva, ha rivelato la sua strategia: “Conoscevo il desiderio del pubblico di vedere Nate punito, quindi ho pensato: come posso dargli ciò che vuole, ma allo stesso tempo renderlo così terrificante da far dubitare che lo volessero davvero?”. La risposta, a quanto pare, è stata un mix di claustrofobia, veleno e decadenza.

Dietro le quinte: il team di sognatori e metalhead
La realizzazione di questo episodio apocalittico è stata un'impresa titanica, orchestrata da Levinson e dal suo fidato team. Al centro del processo creativo c'è Julio C. Perez IV, editor con un gusto musicale decisamente particolare: “Sono sempre stato interessato ai margini del mainstream, alle cose che hanno una qualità pericolosa, quasi mitica”, ha spiegato Perez, citando band come Mastodon, Nuclear Assault e Slayer. Un approccio che si riflette nella frenesia visiva e sonora della serie.
Ashley Levinson, moglie e produttrice di Sam, ha aggiunto un tocco di spiritualità alla narrazione, introducendo temi religiosi e la ricerca di un significato più profondo in un mondo dominato dalla tecnologia e dall'egoismo. “Volevo raccontare una storia su Dio, famiglia e l'importanza di credere in qualcosa di più grande di noi stessi”, ha affermato.

Dalle riprese al sound design: un'opera d'arte losangelina
Le riprese di Euphoria si sono svolte quasi interamente a Los Angeles, un omaggio alla città natale di Levinson e alla sua storia cinematografica. Dalle strade che ricordano le location di Gilmore Girls e The Dukes of Hazzard, all'alleyway che ha fatto da sfondo alla copertina di Purple Rain di Prince, ogni dettaglio è stato curato con meticolosa attenzione. Anche un piccolo scherzo a spese di Levinson è finito nel montaggio: una scena con Cassie che recita il nome
