Ted turner: un impero, un'america's cup e un rum a fiumi
La scomparsa di Ted Turner lascia un vuoto nel panorama mediatico e sportivo americano, ma anche un'immagine indelebile di un uomo eccentrico, controcorrente e, diciamocelo, a volte fuori di testa. Non si può parlare di Turner senza considerare l'impatto di CNN, ma anche le sue passioni per il baseball e la preservazione ambientale, elementi che Erik Loomis ha già ben delineato. Io, però, ricordo un’altra faccia, quella vista a Newport nel 1977.
L'america's cup e la festa dei marinai
Ero un giovane cronista sportivo, lontano dai campi da gioco di Boston, ma la leggenda di quella conferenza stampa è rimasta scolpita nella memoria. La Courageous, dopo aver difeso l'America's Cup, tornò al porto con un equipaggio decisamente. alterato. Quella del 1977 non fu la prima volta che i marinai festeggiavano in maniera esuberante (ricordo l'Australia II nel 1983, con la sua truppa che cantava a squarciagola “Down Under”), ma nessuno si presentò davanti ai giornalisti con lo stesso aplomb di Turner.
Ricordo ancora la scena: Turner, con una bottiglia di rum nascosta sotto il tavolo, la pescava a ogni occasione per un altro sorso. Un'immagine surreale, quasi da film. La leggenda narra che quel rum fosse più facile da trovare che l'uomo stesso, impegnato a scomparire sotto il tavolo per ricaricare le sue scorte. A Newport, Ted Turner è diventato una vera e propria istituzione, sinonimo di divertimento sfrenato e di una totale mancanza di inibizioni durante le conferenze stampa. Un personaggio unico nel suo genere.

Un colosso controcorrente
Mi viene in mente una frase di George Reedy su Lyndon Johnson: “Un figlio di puttana, ma un figlio di puttana colossale”. E forse, in un certo senso, questa frase si adatta anche a Ted Turner. Un uomo capace di rivoluzionare il mondo della televisione, ma anche di commettere errori madornali come proprietario degli Atlanta Braves. Un personaggio complesso, contraddittorio, ma sempre affascinante. La sua eredità è immensa, ma l'immagine che mi porto dietro è quella di un marinaio ubriaco che brinda con il rum a una vittoria agrodolce, lasciando dietro di sé un’onda di risate e di ricordi indimenticabili.
