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Dior e venezia: un amore senza tempo tra alta gioielleria e sfilate da sogno

Il Canal Grande ha fatto da sfondo a un tripudio di lusso e arte, mentre la maison Dior celebra il suo legame indissolubile con la Serenissima. Non una semplice mostra, ma un’immersione totale in un universo di sogni, dove gioielli preziosi dialogano con creazioni couture e scenografie mozzafiato.

Un’eredità che affonda le radici nel passato

Il legame tra Dior e Venezia è antico, risale all’epoca d’oro di Christian Dior, quando il couturier e Salvador Dalí collaborarono a un sontuoso ballo organizzato da Charles de Bestegui nel Palazzo Labia. Dior stesso lo definì “lo spettacolo più meraviglioso che abbia mai visto, o speri di vedere”, testimoniando la grandiosità di eventi che, a suo dire, erano veri e propri capolavori artistici. Un’eredità che oggi si rinnova con un’intensità palpabile, come le acque che scorrono tra i canali veneziani.

L’apertura della Biennale, pochi giorni fa, ha coinciso con il Casinò Royale Ball, un’elegante serata di beneficenza a sostegno del restauro del Ca’ d’Oro, un gioiello dell’architettura gotica veneziana. E poi, martedì sera, il Casinò è tornato a pulsare di vita per “Diorissima”, l’ultima collezione di alta gioielleria, un omaggio vibrante a Venezia e all’arte.

L’Art Deco del palazzo si è trasformato in un lussuoso salotto retro-glamour, con una cantante torch che creava un’atmosfera intima e suggestiva. Nelle sale da pranzo, tavolate sontuose, curate artisticamente da Cordelia de Castellane, direttrice artistica di Dior Maison, esaltavano il tema con composizioni floreali imponenti, punteggiate da gigli di Murano, porcellane dorate e tovaglie ricamate con semi di carte da gioco. Gli ospiti, provenienti da ogni angolo del mondo, molti elegantissimi in total look Dior, si sono immortalati tra un selfie e l'altro, con il sole che tramontava sul Mare Adriatico.

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Victoire de castellane: l'artista dietro le gemme

Ben 112 gioielli sono stati presentati, incorniciati da 20 creazioni couture realizzate appositamente da Jonathan Anderson. Ma il vero protagonista della serata è stata Victoire de Castellane, direttrice artistica di Dior Joaillerie, che ha svelato la sua visione unica e personale. Castellane, quando non è impegnata a disegnare gioielli, è un’artista a tutti gli effetti, e questa sua passione si riflette nella collezione, dove pietre classiche e tagli tradizionali vengono reinterpretati con un tocco pittorico, accostati a madreperla e altre pietre ornamentali. L'uso del lacquer, ormai un suo marchio di fabbrica, ha permesso di ampliare la tavolozza cromatica fino a livelli sorprendenti.

La collezione riprende la tecnica del doublet utilizzata nella Diorexquis, creando effetti collage-like con sottili strati di crisoprasio, avventurina, turchese, calcèite e opale, trasformati in foglie di trifoglio ornate da 178 diamanti taglio pear. Un motivo di corallo, tempestato di diamanti, è delineato da sottili spirali di oro bianco lacchettato in tonalità tropicali. Un omaggio agli artisti amati da Monsieur Dior – Matisse, Man Ray e Picasso – che si fonde con lo stile inconfondibile di Castellane. Anche lo styling delle modelle ha saputo comunicare un linguaggio originale, con spille utilizzate come fermagli per capelli o posizionate in modo inaspettato, quasi come un dettaglio aggiunto all'ultimo momento.

Dopo una cena di gala orchestrata dallo chef stellato Mauro Colagreco, Castellane ha giocato la sua carta vincente, svelando la collezione in una sala da gioco su misura, con tavoli da poker, blackjack, roulette e craps pienamente operativi. Un’esplosione di colore e abbinamenti audaci ha catturato l’attenzione di tutti. Abiti bustier scultorei, realizzati con strati di velluto panné, sono stati abbinati a collane graduate in wisteria rosa, adornate da ben 4.100 diamanti, rubini, zaffiri e spinelli. Un elegante abito da sera in crepe di seta color avorio ha fatto da sfondo a una collana chiamata Voie Lactée, con più di 3.000 diamanti che irradiano da un solitario taglio cushion di 7,03 carati.

La notte veneziana, come un gioco d'azzardo, è sempre una questione di lungimiranza. Un'attesa che premia chi sa giocare di astuzia e stile.