Musgraves, Albarn e Amos: le sorprese musicali a metà 2026
Il tempo vola, o forse è solo la nostra percezione distorta. A metà 2026, ci troviamo a riflettere su un semestre musicale ricco di colpi di scena, successi inaspettati e qualche delusione. Olivia Rodrigo, con la sua profezia del 2021, sembrava averci avvertito della brutalità del mondo, e la musica di questi mesi ne è stata un riflesso.
La Country trionfa e Drake si riscatta
Tra le sorprese più evidenti, l'ascesa di Ella Langley, che si è consacrata come nuova stella della country con Dandelion. Un capitolo decisamente positivo per il genere, come evidenziato dalla varietà di uscite di qualità. Anche Drake, dopo un periodo di critiche, è riuscito a risollevarsi grazie a una triplice uscita di album che ha placato le voci e riconfermato il suo status di icona.
Tuttavia, non sono mancati i momenti di delusione. Raye, pur avvicinandosi al successo tanto meritato con Where is My Husband?!, ha visto il suo album This Music May Contain Hope, troppo ambizioso e denso, frenare la sua ascesa. Anche Bruno Mars, con il suo The Romantic eccessivamente derivativo, non è riuscito a mantenere l'attenzione del pubblico.

Tori Amos, Gorillaz e le voci inaspettate
Nonostante le incertezze, il panorama musicale di questi sei mesi è stato caratterizzato da una grande forza espressiva, con artisti che hanno saputo rispondere ai nostri tempi con furia e ironia. Tra le uscite più interessanti, spicca In Times of Dragons di Tori Amos, un'allegoria complessa e a tratti bizzarra che affronta le attuali minacce alla libertà, immaginando un mondo dominato da un “Lizard Demon” e dalla sua resistenza. Un'opera troppo lunga e a tratti eccessiva, ma inconfondibilmente unica, come sottolinea la stessa Amos, interrogandosi: “Where is she?”, la ragazza che cantava Silent All These Years?
The Mountain dei Gorillaz, ispirato al viaggio del duo in India e al lutto per la perdita dei padri, si distingue per la sua profondità emotiva e la presenza di numerosi ospiti, tra cui Dennis Hopper e Bobby Womack. Un progetto ambizioso, a tratti disordinato, ma capace di creare qualcosa di veramente significativo.

Johnny Blue Skies, McCartney e le nuove promesse
Sturgill Simpson, sotto l'alias Johnny Blue Skies, ha sfidato ogni aspettativa con Mutiny After Midnight, un album che mescola country-funk e un manifesto per la passione e l'empatia. Paul McCartney, nonostante la sua voce sempre più fragile, continua a sorprendere con The Boys of Dungeon Lane, un lavoro onesto e toccante che riflette sull'invecchiamento e la nostalgia, culminando in un commovente omaggio ai suoi genitori. Megan Moroney, con il suo stile “Emo Cowgirl”, si conferma come una delle stelle nascenti della country, mentre Olivia Rodrigo, con pretty sad, si evolve verso un sound new wave più maturo, omaggiando persino The Cure.
Il panorama musicale non si ferma qui: nelle prossime settimane, ci aspettano le uscite di Jack White, The Rolling Stones, Gracie Abrams e The Strokes, con Phoebe Bridgers e Mike D a seguire. Forse, c'è ancora speranza per noi.
La cifra che parla da sola: Harry Styles, nonostante il successo iniziale di Kiss All the Time. Disco, Occasionally, ha visto le vendite dell'album calare rapidamente, uscendo dalla Top Forty solo pochi mesi dopo il rilascio.
