Trump e i tacos: una diplomazia da capogiro nel golfo persico

Il presidente Trump ha scatenato l'ennesima ondata di incredulità e sconcerto, trasformando martedì in una sorta di giornata dedicata ai tacos e, soprattutto, a un'improvvisazione diplomatica che rasenta l'assurdo. Un annuncio postato sui social media, che sembra uscito da una dimensione parallela, ha sostituito le tasse di rimborso del 20% per gli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento con i paesi del Golfo Persico. Un gesto, per usare un eufemismo, poco ortodosso.

La conferenza con i sheik e le promesse non mantenute

Secondo quanto riportato da NPR, la mossa sarebbe frutto di “conversazioni altamente produttive” con i leader del Medio Oriente. Ma, diciamocelo chiaramente, è difficile immaginare che tali conversazioni abbiano riguardato una valutazione seria delle implicazioni economiche e politiche di una decisione del genere. Piuttosto, la scena evoca un gruppo di sheikh che, con una certa dose di ironia, avrebbero fatto presente a Trump la sua scarsa credibilità e la sua tendenza a sfruttare ogni situazione a proprio vantaggio. Un grillo parlante, insomma, che ha messo a nudo la fragilità di una strategia basata sull'improvvisazione e sull'apparenza.

La cifra parla da sola: nessun incentivo economico, nessun beneficio tangibile per gli Stati Uniti, solo una dimostrazione di confusione e di una perdita di contatto con la realtà. E, ciliegina sulla torta, la minaccia di un blocco navale all'Iran, un'escalation inutile e potenzialmente pericolosa, annunciata con la stessa leggerezza e superficialità con cui è stato concepito l'intero piano.

Un blocco navale e un presidente sospeso tra cobwebs e bitcoin

Un blocco navale e un presidente sospeso tra cobwebs e bitcoin

L'annuncio del blocco navale, che dovrebbe entrare in vigore alle 16:00 ET, aggiunge ulteriore benzina sul fuoco di una situazione già esplosiva. Un'azione militare che rischia di destabilizzare ulteriormente la regione, senza una chiara giustificazione strategica. E mentre il Pentagono si prepara a mettere in atto l'ordine, è difficile non chiedersi se il presidente Trump non sia semplicemente alla ricerca di un diversivo, di un modo per distogliere l'attenzione dalle proprie difficoltà politiche e personali. Un'immagine inquietante, quella di un leader spaesato, perso tra cobwebs e strane fissazioni, desideroso di un applauso facile, di un riconoscimento effimero.

Il tentativo di ricatto legato al Bitcoin, poi prontamente abbandonato, è solo l'ultimo tassello di un mosaico di scelte discutibili e di una gestione della Politica estera che lascia sbigottiti. La diplomazia non si fa con tweet impulsivi e promesse non mantenute, ma con serietà, competenza e rispetto delle istituzioni. E, a giudicare da quanto accaduto, il presidente Trump sembra aver dimenticato questo principio fondamentale. Resta da vedere quali saranno gli sviluppi della situazione, ma una cosa è certa: martedì prossimo ci riserverà nuove, inaspettate, sorprese.