Trump, la caccia ai finanziamenti: telefonate dirette ai donatori per richieste milionarie
Washington – Un quadro inedito delle strategie di raccolta fondi di Donald Trump emerge da un’inchiesta del Wall Street Journal, rivelando telefonate dirette del presidente all’organizzatrice Meredith O’Rourke, con richieste di donazioni a volte superiori ai 50 milioni di dollari. Un sistema che solleva interrogativi sull’etica e la trasparenza delle campagne elettorali.
Il ruolo chiave di Meredith O’Rourke, la “principessa delle tenebre”
Secondo fonti interne, Trump contatta regolarmente O’Rourke, la sua fundraiser, quasi ogni sera alla Casa Bianca. Le conversazioni si concentrano sull’identificazione dei donatori che hanno già contribuito e di quelli che, invece, necessitano di un “incoraggiamento”. Il presidente non si limita a chiedere aggiornamenti, ma spesso sollecita richieste di finanziamento ben più consistenti di quelle inizialmente pianificate, arrivando a chiedere 5 milioni o addirittura 50 milioni di dollari. O’Rourke, soprannominata “principessa delle tenebre” dal suo stesso cliente per la sua abilità nel convincere i donatori, ha persino utilizzato la frase “il boss vuole questo denaro” durante le telefonate, sottolineando l’importanza della richiesta presidenziale.

Richieste immediate e pressioni continue
La pressione sui donatori sembra essere una costante. Trump, infatti, desidera essere informato immediatamente di eventuali notizie negative e, secondo testimonianze, ha persino chiesto ulteriori donazioni a coloro che avevano già contribuito con ingenti somme, subito dopo averli ringraziati in cene di gala. In un caso specifico, O’Rourke avrebbe sollecitato un dirigente aziendale a versare un milione di dollari a un’entità legata a Trump, pochi giorni dopo che lo stesso dirigente aveva partecipato a una cena di ringraziamento per una donazione multimilionaria precedente.

La battaglia legale con Hillary Clinton e la richiesta di un mese extra
Nel frattempo, Trump ha deciso di appellarsi alla Corte Suprema per rilanciare la sua causa legale contro Hillary Clinton, il Comitato Nazionale Democratico e altri, accusati di aver diffuso false accuse di collusione con la Russia durante la campagna elettorale del 2016. Ha richiesto un mese di tempo aggiuntivo, fino al 9 settembre, per presentare la sua richiesta di revisione. La Corte, tuttavia, appare scettica, considerando la causa “frivola” e imponendo già sanzioni per quasi un milione di dollari a Trump e al suo avvocato Alina Habba, in una decisione del circuito della Corte d’Appello degli Stati Uniti per l’Undicesimo Distretto, che ha visto il voto favorevole a due giudici nominati da presidenti repubblicani, incluso Trump.
Dalla Zambia alla scoperta di manufatti lignei preistorici
Mentre la politica americana continua a dominare le cronache, la ricerca archeologica porta alla luce nuove scoperte sorprendenti. In Zambia, i ricercatori hanno rinvenuto i resti di una struttura in legno risalente a 476.000 anni fa, una scoperta che sposta indietro di secoli la conoscenza delle capacità costruttive dei primi ominidi. Gli scienziati hanno utilizzato la datazione della luminescenza per determinare l'età del legno, rivelando che la struttura era stata costruita da una specie di ominide precedente all'Homo sapiens, forse l'H. erectus o l'Homo heidelbergensis. Un ritrovamento che riscrive la storia dell'ingegneria umana.
Dinosauri in Zimbabwe e un omaggio a Valentino
E per concludere, una notizia dal mondo dei dinosauri: in Zimbabwe è stato identificato un nuovo dinosauro, Musango matusadonaensis, un antenato bipede del Diplodocus, portando a cinque il numero di specie di dinosauri conosciuti in quella regione. Infine, un tuffo nel passato con un video d'archivio del 1926 che mostra il funerale di Rudolph Valentino, un evento segnato da momenti di tensione e polemiche, in seguito alle accuse di omosessualità rivolte all'attore.
