Genet rivive: 'le serve' scuote brooklyn con un tocco moderno
Il teatro è un palcoscenico di specchi, e raramente uno riflette una verità così scomoda come quella che emerge da 'Le Serve' di Jean Genet. Dopo un successo a Londra, la produzione di Kip Williams, una rivisitazione audace e contemporanea, ha fatto il suo debutto a St. Ann’s Warehouse a Brooklyn, portando con sé un’onda di discussioni e un’energia palpabile.
Un'eredità di potere, sesso e ribellione
Da quasi ottant'anni, 'Le Serve' continua a tormentare e affascinare registi e pubblico. La sua esplorazione spietata della politica del sesso, del potere e dell'identità ha attratto talenti come Cate Blanchett e Isabelle Huppert, ma la nuova interpretazione di Williams eleva la pièce a un livello di pertinenza inaspettata. La storia, incentrata sul rapporto contorto tra Claire e Solange, due domestiche oppresse, e la loro padrona, Madame, oggetto dei loro fantasiosi piani di omicidio, si rivela un commento tagliente sulla società contemporanea.
“C’è chi dice che ogni regista desidera mettere in scena 'Le Serve', quasi come se fosse il proprio 'Amleto'”, rivela Lydia Wilson, una delle attrici protagoniste. Insieme a Phia Saban e Yerin Ha, Wilson incarna un trio di figure femminili complesse e disturbanti, intrappolate in un ciclo di abusi e desideri inconfessabili.

Madame, l'influencer senza scrupoli
La vera innovazione di Williams risiede nella sua modernizzazione dello script. Madame non è più una semplice padrona di casa, ma un'ereditiera trasformata in influencer, una caricatura della privilegiata indifferenza. Yerin Ha, già nota per il suo ruolo in 'Bridgerton', porta in scena questa figura con una disarmante naturalezza, incarnando l'ossessione per l'immagine e la superficialità che permeano il mondo dei social media. “Interpretare Madame oggi significa guardare il personaggio attraverso una nuova lente”, confessa Ha a Vogue, “un'analisi del materialismo, dell'ossessione per la giovinezza e la bellezza, e del loro ruolo nella nostra società.”
Claire e Solange, pur rimanendo domestiche e assistenti personali, sono anche le uniche connessioni significative di Madame con il mondo esterno. Ma è proprio questa dinamica di dipendenza reciproca a generare un vortice di comportamenti aberranti, in cui la linea tra vittima e carnefice si fa sempre più sfumata. E forse, il ruolo più angosciante è riservato allo spettatore, trasformato in un voyeur silenzioso, complice involontario del tragico epilogo.
La produzione, che ha riscosso un notevole successo nel West End, si conferma un esempio di come il teatro possa reinventarsi, mantenendo intatta la potenza del testo originale. Il ritorno di Yerin Ha, dopo aver lavorato con Williams in 'Signore delle mosche' a Sydney, testimonia la profonda fiducia reciproca tra l'attrice e il regista. “Tornare in sala prove è stato come ritrovare un terreno familiare, ma con la consapevolezza di poter esplorare nuove profondità”, spiega Ha.
Il successo di Ha con 'Bridgerton' ha portato una nuova attenzione sulla sua carriera, ma l'attrice sottolinea come questa esperienza abbia arricchito la sua interpretazione di Madame. “Ho potuto attingere a una comprensione più matura del personaggio, una consapevolezza delle dinamiche di potere e della fragilità che si celano dietro l'apparenza”, afferma.
Williams, con la sua regia audace e la sua attenzione ai dettagli, ha creato un universo teatrale che riflette la nostra ossessione per i numeri di follower, i marchi di lusso e la promessa di una copertina patinata. “È stata una rivelazione”, ammette Wilson, “leggere lo script di Williams è stato come essere catapultati in un mondo distorto, ma terribilmente reale.”
La pièce, intrisa di un umorismo nero e surreale, non risparmia nessuno. “C’è qualcosa di liberatorio nell’esplorare l’orrore attraverso il personaggio”, commenta Saban, nota al pubblico di HBO per il suo ruolo in 'House of the Dragon'. “È un’esperienza che ti costringe a confrontarti con le zone d’ombra della tua anima.”
“Kip colora ogni singola parola”, aggiunge Ha, “ogni gesto ha un significato e un’intenzione precisa. È stato un percorso di crescita personale e artistica, che ci ha portato a creare qualcosa di veramente provocatorio e divertente, senza censure.”
‘Le Serve’ sarà in scena a St. Ann’s Warehouse dal 17 maggio al 14 giugno 2026, un appuntamento imperdibile per chiunque voglia interrogarsi sul potere, la sessualità e la fragilità dell'animo umano. La domanda non è se saremo pronti a guardare, ma se saremo disposti ad accettare il riflesso che il teatro ci restituisce.
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