Zendaya, il prestito audace che ha fatto impazzire il red carpet

La premiere romana di The Drama ha visto Zendaya protagonista non solo per il film, ma per una scelta stilistica che ha scosso il mondo della moda. Un abito Armani Privé, sì, ma con una storia ben più intrigante di quanto si possa immaginare: un omaggio alla sostenibilità e un tocco di teatralità che solo una star del suo calibro sa mettere in atto.

Un abito a metà tra passato e presente

L'abito, nero, con scollo profondo ricamato e vita strutturata, ha immediatamente ricordato a molti l'abito indossato da Cate Blanchett al Festival del Cinema di Venezia nel 2023. E non si sono sbagliati: si tratta letteralmente dello stesso abito, prestato dalla Blanchett alla giovane attrice. Una mossa audace, che riprende una tendenza sempre più popolare tra le star, quella del “rewearing”, ovvero il riutilizzare capi d’abbigliamento già indossati in precedenza.

Zendaya, infatti, aveva già dimostrato di essere una sostenitrice di questa pratica, riproponendo al debutto di Dune: Parte Due a Los Angeles il suo iconico abito Vivienne Westwood del 2015, utilizzato come “qualcosa di vecchio”, secondo la tradizione anglosassone. Law Roach, l’eccentrico stylist di Zendaya, ha confermato l'indiscrezione con un post su Instagram, ringraziando esplicitamente Cate Blanchett. Un gesto che sottolinea come la moda stia evolvendo, lasciando alle spalle i tempi in cui il ripetere un outfit era visto come una gaffe da evitare a tutti i costi.

Dalla disapprovazione alla celebrazione: l

Dalla disapprovazione alla celebrazione: l'evoluzione del “rewearing”

Chi se lo sarebbe immaginato, a distanza di vent'anni, che un gesto che nel 2006 scatenò un piccolo scandalo – quando Reese Witherspoon indossò un abito che Kirsten Dunst aveva già sfoggiato tre anni prima – oggi venisse celebrato come una scelta sostenibile e persino un’abile mossa di marketing? L'episodio del 2006, con la disapprovazione del pubblico e le spiegazioni della stampa, sembra quasi una reliquia di un’epoca passata. Oggi, il “rewearing” è una dichiarazione d’intenti, un modo per ridurre l’impatto ambientale dell’industria della moda e per dimostrare che lo stile non ha età.

Basti pensare al Festival del Cinema di Venezia 2025, dove Julia Roberts e Amanda Seyfried hanno sfoggiato identici look firmati Versace, offrendo un'anteprima delle creazioni del nuovo direttore creativo. Un’evoluzione che la rivista Vogue ha persino celebrato con un premio dedicato alla sostenibilità, il “Cate Blanchett Sustainability Award for Best Vintage or Archival Fashion”. Le parole di José Criales-Unzueta, che un tempo ironizzavano su questo fenomeno con un segmento chiamato “Bitch Stole My Look”, risuonano oggi come un monito a come il tempo e le mode possano cambiare radicalmente.

Zendaya, con il suo gesto, non solo ha reso omaggio a Cate Blanchett, ma ha anche incarnato perfettamente lo spirito di un’era che guarda al passato per costruire un futuro più consapevole e sostenibile. Un futuro in cui l’eleganza non si misura con l’acquisto di capi nuovi, ma con la capacità di reinventare e valorizzare ciò che già esiste.