Sibbjäns: un'oasi rigenerativa svedese conquista persino il re
Dimenticate le solite vacanze al mare. A Gotland, isola svedese baciata dal sole e raggiungibile solo in idrovolante da Stoccolma, è nata Sibbjäns, un'agriturismo-hotel che sta facendo impazzire chi cerca un rifugio autentico e sostenibile. Ma la vera notizia è che, lo scorso giugno, ha ospitato una cena a sorpresa per il Re di Svezia, un evento che ha catapultato questa oasi di pace sotto i riflettori.
Un sogno a lenta cottura, durato sei anni
La storia di Sibbjäns inizia sei anni fa, con due coppie svedesi che, pur non essendo gotlandesi di sette generazioni (come sottolinea Susanna Rönn, una delle proprietarie, con un sorriso), hanno deciso di trasformare un'antica proprietà rurale in qualcosa di unico. Le stalle in pietra risalenti al XVIII secolo sono state restaurate con cura maniacale, preservando dettagli originali come i canali in legno e i muri a secco in pietra. Ma non solo: è stata installata un'infrastruttura all'avanguardia per sfruttare al meglio il clima mediterraneo, con sistemi di recupero dell'acqua piovana, un laghetto di irrigazione e docce che filtrano e riutilizzano l'acqua in tempo reale.
L'anima di Sibbjäns è la sostenibilità: il cibo è coltivato biologicamente, a vista d'occhio dall'hotel e dal ristorante, e la piscina è purificata con piante acquatiche invece che con prodotti chimici, creando un'oasi che ricorda un laghetto naturale. Ma dietro questo progetto, c'è una passione che va oltre il semplice business: un'ambizione di creare qualcosa di duraturo, un luogo che possa resistere al tempo.

Un'apertura improvvisata e un re a cena
L'apertura ufficiale è avvenuta solo questo mese, ma lo scorso giugno, Sibbjäns ha accolto i primi ospiti in un clima di quasi totale improvvisazione. Il campo da tennis, incastonato in un prato dietro un muro di pietra che sembra un rudere, non era ancora finito, né lo era il padiglione per lo yoga, ispirato ai fienili gotlandesi. Il personale era insufficiente e, come racconta Susanna Rönn, “abbiamo dovuto coinvolgere amici e familiari, i bambini correvano in giro a lavorare, un avvocato faceva i letti. Non sapevamo cosa faremo, ma ci è piaciuto e non volevamo dire di no agli ospiti.” Il marito, Pontus Rönn, descrive quel periodo come “una vera e propria Fawlty Towers, e io ero Basil Fawlty”.
E poi, all'improvviso, è arrivato il Re. Accompagnato da alcuni amici, si è fermato per una cena informale. La reazione è stata immediata: tutti in sala si sono paralizzati, con la bocca piena, cercando di conciliare la presenza del monarca in quel rustico fienile che funge da ristorante principale.
